L'Archivio Monaci e eXist-DB

Nel post sul Blog di DiXiT, qualche informazione sull'edizione digitale dei documenti dell'Archivio Erneso Monaci e sull'utilizzo di eXist-DB e del TEI-Publisher (inclusa l'installazione di eXist su un server).

Per il Laboratorio Monaci, vd. LabMonaci.uniroma1.it.




La Commedia di Boccaccio

Put into practice some of the ideas presented in the section below on the analysis of textual variants: La Commedia di Boccaccio is an ongoing project carried on with Sonia Tempestini, investigating the varia lectio of the three manuscripts of the Divina Commedia copied by Giovanni Boccaccio. You can read about the project in a post at FontegaiaBlog or visit the website.




Classifying textual variants

Collation tools detect WHERE the textual variation occur ... But what about WHAT is occurring?
Textual scholars use the collation for creating critical and genetic editions, or for studying textual transmission. Collation tools allow to compare the sources and detect the presence of textual variation; but they do not take into account the kind of variation involved. In this paper, we aim at enhancing the model used by software for semi-automatic collation. We provide a way to record descriptions of the variation and structure them into annotations. Annotations are stored in a relational database; a number of possible queries are suggested.
Here it is the presentation I gave on this topic during the Workshhop Document Changes.





XML-TEI standoff markup

Poster presented at the TEI Meeting 2015 - Lyon.
Elena Spadini, Magdalena Turska, Misha broughton.

An article is on its way to publication, currently accepted in Digital Philology: a Journal of Medieval Cultures.




Editing tools

Editing tools and platforms are those programs that editors use to fulfill one or more tasks during the creation of a Scholarly Digital Edition. Recurring theme in the field of SDEs are the standardization of XML-TEI markup and the success of documentary digital editions (DDEs) – if compared with critical and genetic editions. The existing editing tools reflect these practices: a considerable number of transcribing and encoding tools, mostly TEI aware, are developed and used for producing DDEs.
But what about the entire workflow for the creation of a scholarly digital edition?
Diversity, modularity and interoperability proved to be key concepts in this respect.
Applying to the field of digital editions Manovich's concept of a “software culture”, it is hard to overestimate the importance of editing tools, as they may shape investigation and, eventually, scholarly products.

With this in mind, I have studied transcribing and encoding applications , listing their common features and analyzing a small selection of them in details: T-Pen, CWRC-Writer, TextGrid, eLaborate and Ecdosis.

You can read the full paper in the Pure KNAW portal.




C'era 'na vorta

A sociolinguistic analysis of a selection of words from Pasolini's Una vita violenta. More in my archive.

Il rapporto tra Pier Paolo Pasolini e Roma è stato indagato sotto diversi aspetti. Qualche anno fa ho seguito un corso alla Sapienza tenuto dalla Prof.ssa Annalisa Landolfi su Pasolini e il romanesco, partendo dall'analisi di Una vita violenta. E mi è venuta voglia di andare a passeggio per Roma.
A 45 abitanti della città ho proposto un questionario per indagare la provenienza di alcune parole usate da Pasolini e la loro sopravvivenza oggi. Si tratta di parole che riguardano il campo semantico dell'abitare e prima o poi mi piacerebbe scrivere un piccolo contributo sui risultati del questionario, intitolato Lo spazio linguistico delle casette e delle baracche.
Di seguito qualche dettaglio.
Il LEMMARIO consta di 27 entrate: la maggior parte delle parole appartengono al dialetto romanesco, le altre sono termini tecnici dell'edilizia, parole italiane comuni o di uso raro.
Sostantivi legati al mondo dell'edilizia: sostacchino, parata, bandone, bicocca, muro in foglia, munizione.
Sostantivi legati alla vita domestica: pila, sgummarello, lavatore, cofana, concolina, cazzarola, bagnarola, platò, seggiola, focaraccio, ruzzica.
Aggettivi: fracico, frollo, sganganato, arruzzonito, marcito, riciancicato, concallato, sfranto.
Parola-chiave romanesca del romanzo: zella.
Verbo: spicciare.
Il CAMPIONE consta di 45 intervistati: 15 giovani (5 abitanti del centro-storico, 5 di quartieri residenziali semicentrali, 5 di periferie), 15 adulti (distribuiti come sopra), 15 anziani (distribuiti come sopra).
Ad ogni intervistato sono stati proposti i 27 lemmi, senza contesto; per ognuno di essi viene chiesto: di indicare il significato; se utilizza la parola; se la considera parola italiana o dialettale.

Alcuni esempi:

Bagnarola

GRADIT: s.f. (der. di bagnare con -ola) RE centr., tinozza per il bagno; imbarcazione in pessime condizioni, mezzo di trasporto molto vecchio e malridotto.
VV: S'ammucchiarono lì, coi mitra che intuzzavano contro un bidone come quello per le caldarroste col fornelletto sopra, una bagnarola piena di panni sporchi, un tavolo pieno di bottiglie di pomodori...
Ravaro 1994, Dizionario Romanesco: vasca da bagno, tinozza (Zanazzo, Roberti).
La parola è conosciuta dalla quasi totalità degli intervistati; fanno eccezione 3 giovani residenti in quartieri semicentrali e 1 giovane residente nel centro-storico. Quest'ultimo, insieme ad altri intervistati, risponde che bagnarola vuol dire "macchina vecchia e malridotta": il significato compare nel GRADIT, ma non nei vocabolari romaneschi consultati (ma potrebbe essere una loro mancanza); non abbiamo analizzato quest'accezione del termine perché assente in "Una vita violenta".
L'uso della parola è diffuso, ma non generalizzato: nei quartieri periferici la parola è usata dalla maggioranza degli intervistati (13/15); nei quartieri semicentrali da buona parte degli anziani (4/5), ma da solo un adulto (1/5) e un giovane (1/5), per un totale di 6 persone su 15; nei quartieri del centro-storico viene usata da buona parte degli anziani (4/5) e degli adulti (4/5), solo da 2 giovani (2/5), per un totale di 10 persone su 15.
La periferia è l'area che mantiene maggiormente in vita il termine, seguita dal centro-storico; nei quartieri semicentrali esso va ad essere sostituito, soprattutto nel lessico di adulti e giovani, dalle corrispondenti parole italiane.
In “Una vita violenta” bagnarola compare tre volte insieme ad altri oggetti di casa.
La grande maggioranza degli intervistati considera il termine voce dialettale.
In una piovosa giornata autunnale ho sentito un signore uscire da un Tabacchi esclamando: -Dio bagnarola! Guardacome piove!-


Sfranto

GRADIT: agg. (part.pass. di sfrangere o sfrangersi; sfrangersi è romano per frangersi) schiacciato, maciullato; fisicamente a pezzi, stravolto.
VV: Era una spianata lunga quasi un chilometro, con in mezzo qualche muretto sfranto
Ravaro 1994, Dizionario romanesco: schiacciato, fracassato; abbattuto, avvilito, affranto. (Micheli, Belli, Zanazzo, Pascarella, Trilussa, Fefè).
Nell'analisi delle risposte degli intervistati abbiamo tenuto conto di entrambe le accezioni segnalate dal GRADIT e da Ravaro. Pasolini nel romanzo utilizza l'aggettivo sei volte, per lo più in senso proprio; lo inserisce, accostandolo a oggetti, nella composizione sinestetica “quattro baracche ... sfrante dal silenzio”.
La parola è conosciuta dalla quasi totalità degli intervistati; usata principalmente nel centro-storico (13/15) e nelle perifere (13/15), meno nei quartieri semicentrali (8/15). La coscienza metalinguistica degli intervistati risulta abbastanza concorde nell'assegnare la parola al dialetto; rimangono in minoranza coloro, soprattutto giovani, che la considerano parola italiana.
Il termine sfranto, come abbiamo ricordato, ha due significati che, a differenza di quanto accadeva per cofana, sono molto vicini: non si tratta di una vera e propria divergenza semantica, ma dell'alternanza tra senso proprio e figurato; sembra quindi ragionevole affermare che chi padroneggia la prima accezione non sarà in difficoltà a comprendere una frase in cui il termine è usato nella seconda accezione e viceversa. Emerge comunque dall'analisi dei dati una certa differenza tra le risposte alla domanda sul significato di anziani e adulti rispetto a quelle dei giovani.
La maggior parte degli intervistati (24/43: 13 anziani, 9 adulti, 2 giovani), indipendentemente dal fatto che usino o meno il termine, affermano che esso significa “schiacciato” e una quantità sorprendente di persone ricorrono per meglio spiegarsi alla stessa immagine, quella di un'arancia schiacciata per terra.
Un altro consistente, ma più piccolo gruppo di intervistati (10/43: 1 anziano, 2 adulti, 7 giovani) afferma invece che il significato del termine è “stanco, affranto, avvilito, stravolto” (raggruppiamo qui le pur non lievi differenze semantiche tra i termini delle definizioni nel grande gruppo della seconda accezione).
Un terzo più esiguo gruppetto (7/43: 2 adulti, 5 giovani) risponde alla domanda fornendo entrambi i significati. Le due accezioni sembrano quindi mantenersi in vita, ma se alla maggior parte degli anziani viene a mente come prima risposta a una domanda sul significato il senso proprio del termine, alla maggior parte dei giovani viene a mente il senso figurato; il cambiamento prospettato in questi termini avviene nel tempo.
Ricordiamo che in Belli il termine è usato unicamente nella prima accezione, cioè nel senso proprio, e che anche Chiappini registra solo quest'uso.


Sgummarello

VV: «E dopo la trentesima me so' ordinato n'altra minestra, m'hanno portato la pila vota co' lo sgummarello, e m'hanno detto: "A moré, te sei magnato tutte le minestre de l'operai!..."»
Ravaro 1994, Dizionario romanesco: ramaiolo, piccolo recipiente dotato di una lungo manico; al presente, grosso cucchiaio di forma semisferica adoperato per gli usi di cucina (Belli, Zanazzo). La parola è ampiamente diffusa: la conoscono tutti gli intervistati residenti nel centro-storico, 12 su 15 nelle periferie, 10 su 15 in quartieri semicentrali; non la conoscono 3 giovani di quartieri periferici, 4 giovani e un anziano di quartieri semicentrali. Tutte le persone che abitano in periferia e hanno riconosciuto il significato della parola affermano di usarla (12/12); nel centro-storico la usa la maggior parte di coloro che la conoscono (11/15), nei quartieri semicentrali la metà (5/10). La maggioranza degli intervistati sa che si tratta di una parola romanesca, solo due la considerano italiana. Il leggero divario tra centro-storico (15/15) e quartieri periferici (12/15) nella conoscenza della parola si ribalta nell'uso (centro-storico 11/15; quartieri periferici 12/15); i giovani che usano la parola abitano però in maggioranza nel centro-storico. Le due aree risultano comunque più conservative, rispetto ai quartieri residenziali semicentrali, per quanto rigarda il lessico del romanesco. La parola è vittima di un graduale abbandono da parte dei giovani (8/15 ne conoscono il significato; 6/8 la utilizzano).
Una sola occorrenza in "Una vita violenta", nelle parole (discorso diretto) di un cliente di un bar a Pietralata.




Wikidata

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Wikidata offre aussi un query service, où on peut interroger la base. Voici un exemple.

On fait une requête sur les poètes, les romancières et les dramaturges de la Suisse romande. On fait sortir leurs noms, leur date de naissance et de mort, et une image, s'il y en a.
On va visualiser les lieux de naissance sur une map, où chaque point rouge représente un écrivain ; en cliquant sur le point rouge, les informations relatives apparaissent.

Vous pouvez consulter la requête ici.


Wikidata et Histropedia

Histropedia permet de visualiser les données ouvertes de Wikidata à travers de timelines dont les paramètres sont réglables.

On peut créer sa propre timeline dans l'application web (comme celle ci-dessus) ou directement à partir de requêtes Wikidata. En utilisant la dernière option, on peut construire des requêtes plus complexes. Voici quelques exemples.


Wikidata et DBpedia

Quelle différence entre les deux ? Surtout, la source : DBpedia extrait les données des infoboxes de Wikipedia, tandis que Wikidata est directement édité par les usagers, en spécifiant la source de l'information.
Pour en savoir plus, lire :
Michael Färber, Basil Ell, Carsten Menne, and Achim Rettinger. "A Comparative Survey of DBpedia, Freebase, OpenCyc, Wikidata, and YAGO". Semantic Web 1 (2015) [pdf].



Studi sul Lancelot en prose

Tesi di dottorato di ricerca in Scienze del Testo, XXVII ciclo, Sapienza Università di Roma. [pdf]